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IL CASO. AMMINISTRATORE CONDOMINIALE FA SPARIRE 500MILA EURO

Posted by irpinianelmondo su ottobre 6, 2008

6.10.2008– La Guardia di Finanza di Trieste ha scoperto un amministratore di condominio che è riuscito a far ‘sparire’ circa 500.000 euro appropriandosi di denaro di 12 condomini da lui amministrati. L’uomo era anche presidente del Cda di una cooperativa fallita dal cui patrimonio ha distratto circa 150.000 euro prelevandoli dal conto corrente societario. E’ indagato dalla procura della Repubblica di Trieste per le ipotesi di reato di appropriazione indebita, falso e bancarotta fraudolenta documentale e patrimoniale.

Secondo le indagini condotte dal Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza del capoluogo giuliano, il professionista utilizzava per scopi personali il denaro versato dai condomini degli stabili da lui amministrati. In particolare, mediante sofisticate tecnologie informatiche, riusciva a contraffare gli estratti conto dei rapporti intestati ai condomini, facendo risultare una maggiorazione degli importi dovuti per il pagamento di utenze e di altre spese relative alla gestione dell’immobile. Inoltre, presentando falsi verbali di assemblee condominali, era riuscito ad aprire fidi bancari che utilizzava per fini personali.Ansa

2 Risposte a “IL CASO. AMMINISTRATORE CONDOMINIALE FA SPARIRE 500MILA EURO”

  1. Antonio said

    E’ necessario “organizzarsi” per evitare che questi inconventienti si ripetano.

    Proviamo?

    Antonio Azzaretto

  2. emanuela said

    Soldi spariti, amministratore patteggia
    PAVIA.

    Poco meno di 150mila euro di spese condominiali, tra bollette di gas,

    luce, acqua e manutenzione degli ascensori. E’ la cifra che gli

    inquilini di due condomini di Pavia hanno pagato, per un paio di anni,

    al loro amministratore. Ma i soldi sono stati versati all’Asm solo al

    termine di un processo penale che ha visto coinvolto l’amministratore

    stesso, imputato per appropriazione indebita. Paolo Agosti, 44 anni di

    Pavia, per quell’accusa ha patteggiato, pochi giorni fa, due mesi di

    reclusione e 400 euro di multa. L’amministratore di condominio ha

    restituito il denaro. Del suo “ravvedimento”, a cui si fa cenno nella

    sentenza, il giudice ha certamente tenuto conto. Come pure è stato

    rilevato il fatto che il 44enne è incensurato. La sentenza non

    chiarisce alcun dettaglio, e lo stesso avvocato difensore, Stefano

    Nosotti, già in fase di indagine aveva scelto di non commentare la

    vicenda. «I processi non si fanno sui giornali e non ho intenzione di

    spiegare alcunché ai giornalisti», si era limitato a dire qualche

    settimana fa. Poche parole anche da parte del ragioniere: «Si è risolto

    tutto, non c’è molto altro da dire». E in effetti la restituzione dei

    soldi ai condomini ha permesso di chiudere la faccenda con strascichi

    giudiziari tutto sommato limitati. E’ vero che il giudice, nella

    sentenza, parla di «elementi indiziari di responsabilità» a carico

    dell’imputato, ma va detto che il patteggiamento, che è un rito

    previsto dal codice, non implica affatto un’assunzione di “colpa” da

    parte di chi ne fa richiesta. Non è chiaro, perciò, se il reato sia

    stato commesso nei termini che vuole l’accusa (con l’amministratore che

    avrebbe intascato il denaro delle bollette), oppure se si sia trattato

    di una “leggerezza”, dovuta magari alla modalità di gestione dei due

    condomini. Fatto sta che l’amministratore doveva rispondere di

    appropriazione indebita in merito alla gestione di due palazzi di

    Pavia: il condominio Delta, situato in via Grassi, e il condominio

    Gardenia, in via Bernardo da Pavia. Nel primo caso l’ammanco avrebbe

    riguardato 1.855 euro versati dai condomini per una polizza

    assicurativa e altri 13.368 che dovevano essere versati all’Asm per il

    gas fornito in tre anni, dal 2005 al 2007. Il secondo capo di

    imputazione riguarda lo stesso periodo, ma l’altro condominio. In

    questo caso, per l’accusa, l’amministratore si sarebbe appropriato di

    una somma di 132.700 euro versati periodicamente dai condomini per

    pagare le spese condominiali, che includono il gas, la luce, l’acqua e

    la manutenzione degli ascensori. Una cifra poi restituita, ma che è

    stata al centro dell’indagine avviata dalla Procura che si è alla fine

    conclusa con un patteggiamento. Il 44enne ha beneficiato della

    sospensione condizionale della pena.

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